Paolo Bonolis parla delle repliche di Ciao Darwin e lancia una stoccata a Mediaset

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Ecco le sue dichiarazioni!

Paolo Bonolis, l’amatissimo conduttore di Ciao Darwin, si è lasciato andare ad alcune esternazioni sul programma!

Il conduttore, in occasione di un’intervista per Tiscali, ha parlato, tra le altre cose, dell’amatissimo e seguitissimo format di Canale 5 senza alcun rammarico a riguardo. Le parole di Bonolis, riportate da biccy.it, non sono di certo passate inosservate:

Non mi sono mai vergognato di fare un prodotto come Ciao Darwin anche perché l’ho scritto: e che sono scemo?

Paolo, in seguito, ha tirato in ballo anche la Mediaset per via delle continue repliche del programma mandate nuovamente in onda:

L’ho anche venduto ed ha stra-funzionato non solo quando è andato in onda ma anche quando lo hanno replicato, e replicato, e replicato e replicato. Quante volte? Direi troppe. Non mi sono mai pentito di averlo fatto e anzi mi sono molto divertito. Soprattutto nel leggere quelli che lo criticavano (vedi Aldo Grasso, ndr) perché nel loro modo di vedere che rispetto profondamente non hanno capito una mazza. Ma non credo che si possa tornare ora a fare Ciao Darwin sinceramente.

Parlando di una nuova possibile edizione di Ciao Darwin, Bonolis non ha dubbi:

Quest’anno non lo farò, perché non mi va per una serie di ragioni: usura del prodotto, che meriterebbe un lasso di tempo per rasserenarsi e lasciare anche una scia di disponibilità emotiva da parte nostra per tornare a farlo. È un prodotto piuttosto incombente e ti assicuro che un conto è farlo a 35-38 anni, un conto farlo a 60. È veramente una mazzata. Però è molto divertente. Anzi, credo che sia l’unico vero varietà perché è un fil rouge di due ore e 40 nel quale si schiudono 7/8 capitoli differenti. È scritto con capacità, poi magari non è sempre realizzato benissimo da parte mia. Ma si può dire che sia stato una specie di astronave madre. Da Ciao Darwin sono usciti spin off ovunque.

Il riferimento di Paolo, come sottolineato dall’intervistatrice, è a Game Of Games di Simona Ventura. In merito a ciò, Bonolis ha detto la sua a riguardo:

Per l’amor di Dio, quando giochi, giochi. In Darwin, oltre a giocare, c’è una narrazione di totale disimpegno antropologico e sociale. È divertente in questo senso. Non ci sono personaggi che fanno delle cose, c’è della gente comune assemblata per categorie. Ma è ovvio che quando una cosa funziona, altri provino ad attingere da quella cosa per creare nuovi satelliti. Ci mancherebbe altro.

Cosa ne pensate delle parole del conduttore?